Istat, infertilità e DNA.
13 dicembre 2017
In Italia, secondo gli ultimi dati ISTAT, nascono sempre meno bambini. Fra le motivazioni non vi è solo la questione economica e sociale, ma anche un problema di fertilità. Ecco quanto è emerso dall’European Fertility Meeting “Strategie per migliorare la percentuale di successo in IVF” che si è svolto a dicembre 2017 a Roma.
Al riguardo, una delle più recenti scoperte scientifiche legate all’infertilità riguarda una particolare alterazione della morfologia della testa degli spermatozoi che impedisce a questi ultimi di penetrare gli ovociti. Le tecniche di fecondazione assistita permettono di superare il problema con la tecnica ICSI, che è in grado di inserire lo spermatozoo direttamente nell’ovulo.
Tra le cause di infertilità, vi è anche la mancata integrità del dna presente nella testa degli spermatozoi. In questi casi, il dna si presenta frammentato, con una spaccatura in prossimità della doppia elica. Questo fenomeno è dovuto principalmente all’aumento dei radicali liberi nel liquido seminale per via di patologie come il varicocele.
L’ovocita, in realtà, possiede una capacità riparativa nei confronti dello spermatozoo danneggiato. Questa capacità si riduce con l’avanzare dell’età della donna e fa spazio all’aumento del rischio di sviluppare feti affetti da anomalie cromosomiche. In questi casi, la diagnosi genetica preimpianto consente di trasferire nell’utero solo gli embrioni sani.
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